domenica 3 agosto 2008

martedì 1 luglio 2008

ad Osvaldo Licini

Monte Vidon Corrado, il nostro borgo natio.
Da sinistra: Licinio Licini, Alberto mio padre e Frá mio marito

É impossibile soffocare la smania di conoscere, di sperimentare l'altro, che sia un luogo, una persona o un'esperienza non importa; é un impulso irrefrenabile, non si riesce a controllarlo. É un'inevitabile tappa del percorso...una NECESSITÁ. Ma conoscere, ammirare ed amare altri paesi, popoli e culture comporta prima o poí l'inevitabile desiderio di ritornare al borgo natio, a farsi cullare dalla morbidezza delle graziose colline e farsi rassicurare dalla risolutezza dei fermi Sibillini. É l'irresistibile richiamo della natura che ha cresciuto e nutrito la mia indole, quel bagaglio fatto di colori, suoni, voci, odori, risate, sensazioni, attimi congelati dalla memoria, che mi segue nei viaggi.....il RICHIAMO del RITORNO. Arriverá il tempo di tornare per restare e allora sará piacevole abbandonarsi all'INCANTO.
Seguire la propria passione non é sempre la strada piú facile...a volte costa molto sacrificio e allora si cerca di metterla in discussione, di interrogarsi in merito...ma di solito non si ottengono grossi risultati. Non esiste un'unica via giusta per tutti; ognuno ha un pezzo di tela da dipengere, da segnare con il proprio estro, con i propri sogni, liberandosi da consuetudini e schemi che non si confanno al nostro essere.
In tutto ció ritrovo il mio compaesano Osvaldo e lo sento vicino. Lo immagino come lui stesso si definisce "Errante Erotico Eretico", un uomo in continua ricerca, passionale e ribelle.






















L'Amalassunta
Una rappresentazione poetica della luna, una bella Signora che ci accompagna lungo la notte del nostro cammino per tutto il mondo.














Una dedica ad Osvaldo.

sabato 14 giugno 2008

+ che saudade

Senza preavviso Impetuosa...spalanca le porte e fa irruzione in casa....devasta ogni certezza.
La Tristezza di NoN Esserci proprio quando avresti Voluto esserci e
la Paura di Tornare quando ormai potrebbe essere Troppo Tardi.
La paura del Rimpianto.
Un colosso ti esplode Dentro e perdi la cognizione di ció che sta Fuori...non riesci a gestirlo...a placarlo.........ed é Vuoto.
Hai perso l’orientamento e non sai piú dove sia giusto Andare...di nuovo ci sono almeno due direzioni davanti a te, ma potrai Sceglierne Sempre Solo Una....e inevitabilmente Rifiuterai le altre.

giovedì 5 giugno 2008

KuSSuNdE



































































































L'anno scorso proprio in questo periodo mi trovavo in pieno Kusunde, una festa guinense, tipica dell'etnia Balanta, che si svolge ogni anno prima del'arrivo delle piogge.

É una sfida tra ragazzi di villaggi vicini e prevede in un primo momento una gara di balli e danze poí una lotta; uno spettacolo coinvolgente e suggestivo, che non essendo ancora conosciuto all'occhio del turista ancora mantiene il suo carattere originale.
Giugno 2007 Mansoa, Guinea Bissau

mercoledì 4 giugno 2008

COiNquilini BRASILiani

Graditi e non...
Vivi e non piú...
...ma comunque interessanti.

Pappagallini...puntuali ogni giorno alla solita ora sostano un poco sulla nostra pianta di goiaba per uno spuntino.

1000piedi...invidiabile elasticitá e coordinazione.

Zanzare...un errore della natura...dovete morire tutte!


Lucertolone...si cibano a volontá di zanzare...sono le benvenute in casa!


Ragni...ingegneri laboriosi...progettano e costruiscono velocemente trappole mortali per zanzare fastidiose...in casa é severamente vietato distruggere le ragnatele!
"Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita" Einstein


" Il battito di ali di una farfalla in Brasile può provocare un uragano in Texas" Lorenz

lunedì 2 giugno 2008

FICA A VONTADE

































































































Redenção do Araguaia ( Stato del Pará - BRASILE )
L’idea di ripatire, rimettermi in gioco un’altra volta e ricominciare daccapo mi spaventava; ancor prima di rielaborare l’esperienza africana mi sono buttatta in un’altra, senza darmi il tempo e la possibilitá di riflettere un pó di piú e di realizzare tutto ció che é accaduto molto velocemente negli ultimi mesi...
Stavolta sono partita con un bagaglio pieno di nostalgia e i primi giorni sono stati ricchi di momenti di sconforto, pianti improvvisi; arrivavo a fine giornata, dopo diverse ore passate a scuola con le orecchie tese cercando di captare almeno il senso dei discorsi, spesso invano, distrutta con una voglia pazzesca di scappare via... ma via dove? E in che modo?
Poí un giorno per caso mi sono accorta che stavo capendo tutto, o quasi...che gioia! E che soddisfazione dopo la grossa risata di Veide e Dilma, in seguito alla mia prima inaspettata battuta in portoghese... in quel momento mi sono sentita parte del gruppo a tutti gli effetti.
Nonostante dubbi e incertezze comunque, in fondo sono stata sempre certa del fatto che non mi sarei ancora fermata e sarei dovuta arrivare fino a qui...non so il perché, non voglio saperlo ancora, ma voglio gustarlmelo strada facendo.
Mi sembra quasi di essere nata un’altra volta in un’altro mondo da conoscere ed esplorare... Mi lascio volentieri stupire ed incantare.
É sempre sorprendente e disarmante la diversitá che si nasconde dove non avrei mai pensato...e rassicurante in un certo senso ritrovare stessi meccanismi e dinamiche anche oltre oceano.
Pensavo di non essere pronta per il Brasile...ma sto constatando di persona che questo Paese si sa far voler bene, ti dá il benvenuto e ti invita a rimanere tranquillo tutto il tempo che vuoi..."Bem vindo e fica a vontade".














La scuola di qui non é paragonabile a quella italiana. É un pó l’ideale di scuola di qualsiasi bambino: c’é sempre una festa in vista e le regole sono un optional; si respira allegria ed armonia; manca di certo la disciplina e la serietá a volte austere che caratterizzano le nostre scuole, ma in compenso é notevole la collaborazione e l’affiatamento tra i vari componenti di tutta l’equipe scolastica (dalla direttrice ai bidelli), qualitá queste ultime che in generale non appartengono alle realtá italiane.
Oltre ad organizzare feste, io e frá stiamo tenendo delle lezioni di sostegno... vi starete chiedendo: “Come é possibile se non conoscono bene la lingua?”
Non ve lo so dire. É una domanda che mi ponevo anch’io prima di cominciare, ma in realtá sta accadendo e a quanto pare con alcuni bambini giá sta funzionando. Il bello é che mentre noi aiutiamo i bambini nel salto degli ostacoli dell’ABC, loro si rivelano ottimi maestri di lingua.
Poí c’é Marco Antonio, il mio preferito. É un bambino autistico.
Adora scrivere i numeri e tutto ció che vola. Porta sempre con sé una piccola elica e una cannuccia; facendo girare quest’ultima tra le mani l’elica spicca il volo. Fa volare il suo gingillo in continuazione, in modo ossessivo agli occhi di tutti, ma per lui ogni volta é spettacolare. Chiude gli occhi e si attappa le orecchie...é chiaramente infastidito da ció che lo circonda; spesso e volentieri durante la lezione scappa via dalla classe, dove regnano disordine e confusione, e se ne va in giro per i corridoi della scuola...passeggiando un pó riacquista subito un’aria piú serena.
Ho cercato di avvicinarlo salutandolo e presentandomi, ma il suo sguardo non mi ha nemmeno sfiorata...come se fossi invisibile. Chiaro! Le parole non ci piacciono.
Poí mi sono interessata al suo gingillo volante e ho provato anch’io a farlo volare suscitando in lui una tenera risata...si é accorto di me, mi ha sorriso e oggi mi viene a cercare.